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Un rugbista viaggiatore

Antonio Spica, atleta palermitano della squadra da molti anni,  ha deciso di seguire un suo sogno e partire per un viaggio affascinante in Nepal. Durante questo sua esperienza ha deciso di raccontare nel dettaglio il proprio viaggio creando un vero e proprio “diario” creando e aggiornando giornalmente la propria pagina facebook “90 giorni in Nepal“.

Di seguito un messaggio che ha voluto inviare a tutta la squadra del rugby Palermitano e a tutti coloro che vorranno appassionarsi in questo viaggio

Potete lasciare un like e seguire l’avventura su facebook sicuro che le foto pubblicate e le esperienze descritte dal viaggiatore, arricchiranno tutti noi.

La connessione sul posto è buona quindi potete anche scrivere sulla pagina, Antonio sarà felice di rispondere a tutte le vostre curiosità.

Primi giorni di cammino, direzione EVEREST

Hey sono Spica, o meglio Spiken, tallonatore della Palermo Rugby.

“Al momento mi trovo in Nepal, qualcuno crede che le troppe botte in testa prese durante gli anni passati sui campi da rugby, mi hanno fatto impazzire. Ma in realtà sono pazzo di mio e inseguo un sogno che ho fin da quando ero bambino: quello di vedere la montagna più alta del mondo, l’Everest!

Una volta scelto la data della partenza, ho fatto un biglietto di sola andata, pronto per cominciare questa esperienza.
Ho deciso di affrontare questa avventura in solitaria, sicuro che sulla mia strada non sarebbero mancati nuovi compagni di viaggio e sicuro che tutti gli amici che ho lasciato a casa mi saranno di sostegno proprio come in un’azione di gioco.
Mancano pochi giorni di cammino per coronare il mio sogno, e fino ad ora non è stato affatto semplice. Anche se la fatica riesco a contrastarla con l’allenamento, i vecchi infortuni si ripresentano puntualmente durante questo cammino di decine di Km. Chi ha detto che lo sport fa bene aveva bevuto decisamente troppo al terzo tempo.
Ma qualcuno mi ha detto che la vita è come una mischia chiusa e fin quando mantieni gli appoggi e la schiena dritta, guardando avanti,  potrai continuare a spingere e non ci sarà nulla capace di spostarti.
Così carico come in un pre partita e con un aiutino extra dal Divino, ho solcato valli incantate, attraversato fiumi su ponti traballanti, condiviso il cammino con giganti yak, conosciuto piccoli sherpa trasportare in spalla il peso di un pilone per chilometri, visto con i miei occhi vecchi uomini che hanno affrontato la più alta delle montagne e donne prendersi cura di me come fossi loro figlio. Non manca l’emozione di sostare ai piedi delle montagne più belle e irraggiungibili.

E so già che le gioie più belle devono ancora arrivare: la vittoria di una partita combattuta, ma soprattutto il terzo tempo in cui con una grigliata e una birra ghiacciata, potrò raccontarvi tutto questo di presenza.
Namaste

Antonio spica – Pagina fb “90 giorni in Nepal“.